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I 6 fattori chiave per l’educazione di bambini malati

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04 luglio 2019 Nazionale Formazione

I 6 fattori chiave per l’educazione di bambini malati

Uno studio importante sul ruolo fondamentale dei processi educativi e di sviluppo è un progetto, coordinato dalla fondazione del politecnico di Milano, che serve ad analizzare lo stato dell’arte sull’utilizzo delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione (TIC) con bambini e ragazzi malati, per documentare, divulgare e promuovere le buone prassi all’interno della comunità Europea, perché “la presenza di una malattia cronica nell’infanzia compromette la qualità di vita e la partecipazione sociale del bambino, con potenziali conseguenze per lo sviluppo, che comprendono l’andamento scolastico, l’autostima del soggetto, la sua vita sociale e affettiva” scrive Michele Capurso, docente universitario e già docente ospedaliero. Nell’ambito della popolazione di bambini malati cronici, si stima che un bambino su due sia costretto a perdere numerosi giorni di scuola ogni anno e richiede quindi delle attività specifiche di supporto all’apprendimento. Eppure, gli stessi processi educativi rivestono una importanza cruciale per la qualità di vita presente e futura del soggetto malato. Il livello di scolarizzazione predice lo stato di salute futura e le aspettative di vita ma soprattutto aiuta chi cresce ad avere dei traguardi evolutivi proiettati nel futuro, facilitando la costruzione di senso, contrastando la solitudine e la depressione e aumentando le possibilità che anche il soggetto malato possa avere una vita produttiva e felice.

Link: www.lehoproject.eu; Continuityineducation.org la nuova rivista scientifica internazionalesi rivolge ad insegnanti, educatori, psicologi, personale sanitario, associazioni di pazienti e genitori, che lavorano con bambini e ragazzi affetti da malattie croniche o acute, fisiche e/o mentali. La rivista pubblica ricerche, articoli teorici o metodologici, rassegne della letteratura, resoconti scientifici di buone pratiche, testimonianze narrative di pazienti ed operatori. È possibile inviare contributi in vista della pubblicazione del primo numero, prevista per gennaio 2020.

Per eventuali informazioni e richieste, il Prof.Capurso è raggiungibile all'indirizzo di posta elettronica michele.capurso@unipg.it

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