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13 aprile 2022 Campania Storie in Corsia

I BAMBINI DEL DH DELLA CARDIOLOGIA PEDIATRICA SCUOLA IN OSPEDALE “MONALDI” E LA GUERRA IN UCRAINA

Sin dalla prima settimana dello scoppio della guerra, i bambini in visita all’Ambulatorio della Cardiologia Pediatrica dell’ospedale Monaldi di Napoli dove lavoriamo come docenti dei vari ordini di scuola, hanno riportato le loro impressioni sugli avvenimenti in corso, facendosi una loro idea a riguardo. La cosa che ci ha colpito è stata la spontaneità della loro richiesta, da cui abbiamo compreso il loro bisogno e ci siamo messi in ascolto, cambiando la progettazione.
La nostra progettazione è flessibile di base, dal momento che, trattandosi di attività che si svolgono durante il DH, è strutturata in modo tale da potersi adattare ai diversi alunni che si presentano da noi ogni mattina. Pertanto, come docenti ospedalieri in Ambulatorio, siamo abituati a cambiare in corsa e non è stato difficile per noi progettare un EAS specifico per la guerra in Ucraina.
L’età media dei ragazzi che ce ne hanno parlato oscilla dagli 8 ai 14 anni, e avvalendoci delle tecnologie a nostra disposizione, abbiamo proposto loro un video della giornalista Milena Gabanelli che in modo chiaro ed esaustivo ha spiegato le ragioni dei vari contendenti.

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Poi abbiamo organizzato dei “circle time” sull’argomento, completato dall’uso di Mentimeter, 

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che ha restituito un feedback in tempo reale delle loro riflessioni, e infine, per consentire una rappresentabilità dei contenuti emersi, abbiamo creato insieme a loro degli aeroplani di carta, raccolti su un cartellone blu recante la scritta:” Aeroplani di pace”, che metaforicamente sganciavano i loro pensieri nei cieli dell’Ucraina.

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Come adulti, quest’attività ci ha dato la possibilità di ascoltare i nostri ragazzi, mentre facevano riferimento alla paura di una guerra così vicina, commentando insieme le immagini angosciose che circolavano anche a casa durante i notiziari. Come docenti, abbiamo avuto l’occasione di parlare con i ragazzi, chiarendo loro i vari aspetti delle questioni geopolitiche, talvolta confuse, che gravitano intorno a questa guerra ed infine, abbiamo ripensato il nostro piano di lavoro, dando loro la possibilità di rappresentare con pensieri e attività creative i contenuti più angoscianti che sono emersi durante la giornata.

Come docenti di scuola in ospedale, infine, abbiamo notato che, forse, l’interesse suscitato nei nostri alunni dalla guerra in corso richiamava in modo potente anche la loro esperienza di “brusca interruzione della vita normale” dovuta ad un’emergenza foriera di angosce di morte, permettendo loro di identificarsi con i bambini/ragazzi in Ucraina. A tal riguardo, forse è opportuno fare riferimento al fatto che in queste settimane molte scuole hanno accolto bambini e ragazzi provenienti da questa terra che ha una comunità molto forte sul nostro territorio, per cui ad alcuni di loro è stato possibile ascoltare dalla viva voce dei profughi la loro terribile esperienza.

E come non pensare, allora, a questa pesante combinazione nelle vite dei bambini cardiopatici di malattia congenita, del virus che ancora minaccia la loro quotidianità (molti di loro sono ritenuti pazienti fragili con tutte le conseguenze del caso) e delle bombe, con i possibili esiti ansiogeni che forse li ha spinti a parlarne con noi, nella speranza di essere capiti.

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